LA MALINCONIA DA NATALE

I nostri autori hanno scelto di scrivere questo articolo pensando a quelle persone che vivono il Natale come momento non facile, come dovrebbe, invece, apparire nella forma. Un caro abbraccio a voi tutti dal nostro Staff.

In questo scritto tratteremo un argomento di estrema attualità, ovvero il Natale, ovviamente non da un punto di vista religioso. Nello specifico analizzeremo gli aspetti simbolici e psicologici legati a tale festività da un punto di vista che spesse volte si cerca di nascondere perché è scomodo parlarne: ‘la tristezza da Natale’.

Cominciamo con il dire che il Natale, per alcuni, non viene vissuto come un momento gioioso, ma come un momento di crisi.

Ci si potrebbe domandare perché nella psiche di alcuni individui accada ciò. La motivazione di base è legata principalmente agli accadimenti di vita. Non tutti presentano un quadro di vita positivo, felice, sereno. Purtroppo questa non felicità si mantiene e perdura anche durante le feste; anzi, le feste in generale, ed il Natale soprattutto, nel profondo portano alla luce una timida e poi sempre maggiore presa di coscienza di quelli che sono o sono stati i fattori avversi della vita. E proprio uno dei temi centrali del Natale, cioè quello della famiglia, che la si vorrebbe sempre essere unita e felice, può acuire quella che sino a tale festività potrebbe rimanere una sofferenza sorda o silente. Quando si è inseriti in un contesto familiare ‘povero di relazione’ o che in passato ha prodotto delle ferite non ancora rimarginate nella psiche di una persona o di una famiglia, la ricorrenza del Natale ne evidenzia la portata in negativo come ‘altro’ da quella felicità. Ecco, dunque, che la sensazione di vuoto verso l’altro si palesa e si manifesta a noi quasi come a dire: “sento che dovrei essere felice, come gli altri dicono, ma non ci riesco”.

Questo meccanismo porta l’individuo a sentire se stesso come sbagliato rispetto ad un sentimento verso il Natale che non dovrebbe provare (quello dell’infelicità). Portando avanti questo ragionamento, si sfocia in un misto tra rabbia e senso di colpa. Allora il Natale diviene l’oggetto che sembra ci punisca; crediamo che la colpa sia in esso, quando, invece, non è il Natale ad assumere la maschera del ‘cattivo’, ma la condizione pregressa al Natale: quella di aspetti della nostra vita che vorremmo o dovremmo risolvere.

Redazione S.P.P.R
(Psicologo Porta Romana-Milano)